salitrera de chacabuco

Un'immagine d'epoca della salitrera di Chacabuco -
Una imagen antigua de la salitrera de Chacabuco





















L’area di progetto del laboratorio è l’impianto della Oficina Salitrera di Chacabuco, nel Cantón Central di Antofoagasta, nel nord del Chile. Si tratta di un impianto di estrazione del salnitro, che serviva per la produzione di esplosivi e per altri usi diversificati. L’impianto è costruito tra il 1922-’24 e rimane attivo per circa vent’anni, chiudendo nel 1940. L’insediamento industriale fu poi occupato dall’esercito nel 1972 e divenne un campo di detenzione del regime di Pinochet. Sul luogo dunque si sovrappongono diverse suggestioni: l’immagine di una città abbandonata nel paesaggio desertico, con le abitazioni a schiera scoperchiate e i resti dei suoi manufatti tecnici, come grandi monumenti in rovina; la memoria del lavoro e dello sfruttamento dei suoi operai e quella, ancor più tragica, della prigionia dei perseguitati politici. Insieme al valore architettonico permane anche quello di testimonianza di momenti importanti della storia del Cile.

Alcuni di questi aspetti sono familiari anche al territorio sardo: nella regione del Sulcis infatti rimangono i grandi impianti minerari, costruiti dal regime fascista e oggi abbandonati dopo la loro dismissione. Hanno anch’essi un’importante valore monumentale ed alcuni – come la miniera di Serbariu a Carbonia - interpretano già questa vocazione di testimonianza e museale. Durante il semestre gli studenti sardi visiteranno la miniera di Serbariu dove i loro professori stanno costruendo un nuovo edificio di ingresso che ospiterà alcuni laboratori artigianali. È infatti prevista la visita guidata al cantiere di questo edificio.






















La Salitrera di Chacabuco fa parte di un sistema di impianti simili diffuso nel territorio sud americano e in particolare cileno. In Cile, le salitreras furono presenti nelle regioni di Tarapacá e Antofagasta dal 1842 agli Trenta del XX secolo, fino all’invenzione del salnitro sintetico. Questi centri sorgevano in una delle regioni desertiche più aride del pianeta e per tanto si configuravano come piccoli nuclei urbani autosufficienti, dotati di residenze e edifici per le principali funzioni civili e religiose.

La scelta di lavorare sull’impianto di Chacabuco nasce dalla volontà di interpretarlo come luogo della memoria, individuando una strategia di riconfigurazione museale dell’intero sito e progettando gli spazi destinati all’accoglienza dei visitatori.



Un'immagine contemporanea della parte residenziale a Chacabuco -
Una imagen contemporanéa de las viviendas en Chacabuco



















L’impianto è costituito da diversi elementi e principalmente dagli edifici residenziali, da alcuni edifici con funzione civile per la comunità (il teatro, la chiesa, il mercato) e dai grandi impianti tecnici oggi in rovina. Si è scelto di circoscrivere l’area di intervento a una porzione specifica della salitrera: un’area che si trova a ridosso di un grande piazzale che costituiva il nucleo dell’impianto urbano. La pizza aveva al centro un gazebo ed era definita ai suoi margini da alcuni edifici civili, soprattutto il teatro (oggi restaurato) e la Pulperia (il mercato), e faceva da sono con l’area tecnica occupata dagli edifici industriali e dai binari per il trasporto per il materiale.


Un'immagine attuale dell'are delle abitazioni






















Intervenire in quest’area dà la possibilità di misurarsi con leggi che definivano la configurazione dell’insediamento, di interpretarlo e rinnovarlo in vista del suo nuovo uso museale e turistico. Gli studenti saranno inviatati a progettare un’area ampia che dovrà comprendere l’edificio di accoglienza dei visitatori e le sistemazioni al suo intorno.

Istruzioni dettagliate sui requisiti del progetto sono presenti nei blog dei singoli corsi.


Informazioni storiche e architettoniche sulle Salitreras e sull’impianto di Chacabuco si trovano nel libro Las ciudades del Salitre, di Eugenio Garcés Feliú, Edizioni Origenes, Santiago 1999. Il libro è disponibile in versione pdf tra i documenti forniti agli studenti del seminario.


Una carta della Salitrera di Chacabuco con legenda delle funzioni principali


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